pappa al pomodoro

Le ricette della cucina della fame. La pappa al pomodoro

Zuppe, minestre, frittate, erbe e carne poca

Tebaldo Lorini, gran conoscitore della cucina mugellana, chiama così il mangiare dei contadini, dei braccianti dei piccoli artigiani.  Fino a tutta la metà del ‘900 la gente mangiava quello che trovava – scrive Lorini – nei campi, nei boschi, negli orti, nei fiumi, negli scarti dei mercati. Erbe, erbette, funghi e bacche, uccelli, interiora, tutto era reso commestibile. Budella e budellini, polmoni e rognoni tutto veniva utilizzato. Il maiale del quale non si butta via nulla, dal sangue alla coda, era il classico esempio dello sfruttamento totale delle parti commestibili di un animale.

La pappa al pomodoro

pappa al pomodoroE’ uno dei piatti della cucina povera toscana più famosi e antichi. La si faceva per recuperare il pane avanzato nei giorni precedenti. S’inizia a prepararla con il pomodoro nell’ottocento, ma prima veniva realizzata con i soli spicchi d’aglio. In una casseruola si mettono a cuocere piccoli pezzi di pane casalingo raffermo senza la crosta, acqua e qualche spicchio d’aglio mondato della pelle. Aggiungere sale, pepe, e olio d’oliva del migliore e i pomodori maturi a pezzi. Si fa cuocere finché il tutto non è diventato cremoso e denso.

Si serve condito con olio di frantoio a crudo e foglie di basilico.

Ingredienti

80 gr a persona di pane raffermo

1 spicchio d’aglio

3 o 4 pomodori maturi ben dolci

sale, pepe, olio e basilico